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L’EUR (anche noto come Eur o E.U.R., in origine acronimo di Esposizione Universale di Roma) è un complesso urbanistico e architettonico di Roma, identificato per antonomasia con il trentaduesimo quartiere di Roma, oggi denominato quartiere Europa. Il termine è oggi utilizzato anche per identificare la più estesa zona urbanistica 12a del Municipio IX (ex XII), e più in generale per designare l’intero municipio.


Progettato negli anni trenta del Novecento in previsione di un’Esposizione Universale mai svoltasi, il complesso ospita alcuni esempi di architettura monumentale, che convivono con edifici moderni edificati nei decenni successivi. Gran parte del quartiere è di proprietà di EUR S.p.A. (già Ente EUR), partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il 90% e dal Comune di Roma per il 10%.

L’EUR, oltre che zona residenziale, è sede di uffici, sia pubblici che privati, tra cui sono da ricordare la Confindustria, il Ministero della Salute, il Ministero delle Comunicazioni, il Ministero dell’Ambiente, la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), l’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero), la sede centrale dell’ENI nel grattacielo posto ad una delle estremità del laghetto, la sede centrale di Unicredit, la sede centrale delle Poste Italiane, la sede dell’INAIL, collocata nella torre omonima, la sede dell’INPS nonché le sedi italiane di numerose multinazionali.

L’EUR ospita, inoltre, importanti istituti di istruzione superiore – come il Liceo Classico Statale “Francesco Vivona”, il Liceo Scientifico Statale “Stanislao Cannizzaro”, l’Istituto Tecnico Statale “Vincenzo Arangio-Ruiz”, l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “Leon Battista Alberti”, l’Istituto Massimiliano Massimo (tra gli ex-alunni famosi Ettore Majorana, Luca Cordero di Montezemolo, Francesco Rutelli eMario Draghi), della Compagnia di Gesù. Ci sono anche strutture sportive di rilievo, su tutte il complesso delle Tre Fontane gestito dal CONI.

Nell’ottobre 2004 il quartiere ha ospitato la Conferenza Intergovernativa UE, con la partecipazione delle maggiori autorità politiche dell’Unione europea.

Il complesso, voluto da Benito Mussolini, fu pianificato per celebrare i vent’anni della marcia su Roma e della presa del potere da parte del fascismo, in occasione di una fastosa fiera internazionale. La manifestazione, ideata a partire dal 1935 su proposta di Giuseppe Bottai sul modello delle precedenti esposizioni universali, si sarebbe dovuta tenere negli anni 1941-1942. L’ente autonomo preposto alla realizzazione dell’evento e delle opere architettoniche fu costituito il 26 dicembre 1936. L’area interessata fu identificata in quella allora nota come Tre Fontane, un’area totalmente estranea alla pianificazione del PRG 1931, ciò comportando l’adozione di misure legislative ad hoc che ne consentirono comunque la realizzazione (mediante piani particolareggiati esecutivi, di volta in volta approvati non dal M.L.L.P.P. né dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, bensì da un’apposita commissione). In termini urbanistici, il nuovo quartiere fu progettato per diventare il polo dell’espansione a sud-ovest della città, verso il mare. Avrebbe dovuto essere sede delle “Olimpiadi della Civiltà”, e andare a costituire il nuovo centro di Roma.

Nel 1936, il Commissario generale dell’Ente E42 (Esposizione 1942), Vittorio Cini, presentò a Mussolini una rosa dei maggiori nomi dell’architettura del tempo comprendente Libera, Del Debbio, Terragni, Michelucci, Montuori e Muzio. Tra i numerosi nomi proposti, vennero scelti gli architetti Piacentini (il quale ebbe anche la direzione del progetto), Calza Bini, Pagano, Piccinato, Vietti e Rossi. Il primo progetto, dalle velleità monumentali, fu presentato nel 1938 e si estendeva su 400 ettari.

Originariamente noto come E42, il suo nome fu variato in E.U.R. (acronimo di Esposizione Universale di Roma). L’esposizione, tuttavia, non ebbe mai luogo a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, e il progetto originario non fu mai portato a termine: il progetto definitivo fu infatti presentato nel 1939, a guerra iniziata, e i lavori (drasticamente rallentati dalla situazione bellica) si interruppero solo tre anni dopo, proprio nell’anno 1942 nel quale, secondo le intenzioni, il complesso avrebbe dovuto essere inaugurato.
Il progetto fu ridefinito e completato negli anni successivi con edifici moderni, palazzi congressuali e architetture sportive.

Il progetto venne presentato nel 1938, sotto la direzione di Marcello Piacentini. Il modello è ispirato, secondo l’ideologia fascista, all’urbanistica classica romana, apportandovi gli elementi del Razionalismo Italiano, che rimane minoritario, rispetto a quel “neoclassicismo semplificato” propugnato dal Piacentini. Lontane rimangono le esperienze delle città d’ispirazione Moderna, che negli anni precedenti si sono esplicitate, o nell’oltremare o in piccoli aggregati urbani come Portolago o Sabaudia.
La struttura prevede un impianto viario ad assi ortogonali ed edifici architettonici maestosi ed imponenti, massicci e squadrati, per lo più costruiti con marmo bianco e travertino a ricordare i templi e gli edifici della Roma imperiale.
L’elemento simbolo di questo modello architettonico è il cosiddetto Colosseo Quadrato, soprannome dato al Palazzo della Civiltà Italiana (noto anche come Palazzo della Civiltà del Lavoro) opera degli architetti Guerrini, La Padula e Romano e ispirato all’arte metafisica.