Palazzo della Civiltà Italiana

Progettisti: G. Guerrini, E. B. Lapadula, M. Romano.
Superificie coperta: mq 8.400; mc 205.000.
Inizio e fine lavori: 1938 – 1942.

Il Palazzo della Civiltà Italiana, noto anche come il Palazzo della Civiltà del Lavoro o semplicemente Colosseo Quadrato è uno dei simboli dell’EUR, quartiere di Roma, ed è una delle icone architettoniche del Novecento romano (Architettura Razionalista).

Fu voluto da Benito Mussolini, a immagine del vero Colosseo; infatti, per sottolineare questa volontà, la facciata ha 6 file di archi che, a loro volta, sono composte da 9 archi ciascuna proprio come le lettere di Benito (6) e Mussolini (9).

Il Palazzo della Civiltà Italiana fu costruito come parte dell’Esposizione Universale di Roma del 1942 (la cui sigla ha dato il nome al quartiere stesso). Nel Luglio del 1937 venne bandito un concorso nazionale per la seconda delle quattro principali costruzioni permanenti dell’Esposizione Universale di Roma in occasione del ventennale fascista. Il palazzo doveva ospitare la mostra della civiltà italiana, ed in seguito trasformarsi in museo permanente della civiltà italiana da cui la famosa iscrizione leggibile sulla sommità dell’edificio: “Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”.

Al termine del concorso vennero consegnati cinquantatre progetti.

I lavori della giuria si conclusero il 16 Dicembre dello stesso anno. La commissione, ad unanimità, assegnò il primo premio al progetto del gruppo Guerrini–La Padula–Romano.

Lo stile del regime impose all’edificio il suo rivestimento: dal 1938 vengono infatti banditi il cemento ed il ferro per gli edifici, a favore dei tradizionali materiali lapidei italiani. Tuttavia questo nuovo Colosseo quadrato è un ibrido costruttivo “autarchicamente imperfetto”.

Il palazzo fu progettato, per l’appunto, dagli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano e costruito tra il 1938 e il 1943. Fu inaugurato il 30 novembre 1940 come il fulcro dell’ Esposizione e continua ad essere l’edificio più conosciuto e rappresentativo della zona.

La solennità dell’opera è data dalla “semplicità” dell’edificio, realizzato in cemento armato e ricoperto da lastre di travertino: un parallelepipedo di 51×68 metri, costituito da otto piani e contraddistinto in facciata da una sequenza di arcate tipicamente romane. La posizione sulla quota più alta del quartiere e i 68 metri di altezza (50 metri senza il basamento) conferiscono all’edificio una visibilità di spicco da qualsiasi parte della città.

Ai quattro angoli del podio sono collocati quattro gruppi scultorei equestri di Publio Morbiducci e Alberto Felci che rappresentano i Dioscuri, due mitici eroi greci. Sulla base dell’edificio, sotto ciascun arco, ci sono poi 28 statue di circa 4 metri di altezza.

Ogni statua rappresenta un particolare mestiere o talento ed in particolare: l’Eroismo, la Musica, l’Artigianato, il Genio politico, l’Ordine sociale, il Lavoro, l’Agricoltura, la Filosofia, il Commercio, l’Industria, l’Archeologia, l’Astronomia, la Storia, il Genio inventivo, l’Architettura, il Diritto, il Primato della navigazione, la Scultura, la Matematica, il Genio del Teatro, la Chimica, la Stampa, la Medicina, la Geografia, la Fisica, il Genio della Poesia, la Pittura e il Genio Militare.

Pur essendo stato dichiarato dal ministero per i Beni e le Attività Culturali edificio di interesse culturale ed è quindi vincolato a usi espositivi e museali rimane sempre un luogo misterioso e di difficile identità funzionale; al contrario, la sua figura così perfetta, inequivocabile ed affascinante lo ha trasformato nel monumento simbolo di un quartiere che altrimenti avrebbe puntato al fascino della ruota panoramica del Luna Park.

Per approfondire:

♦ Carlo Bertilaccio e Francesco Innamorati (a cura di), EUR SpA e il patrimonio di E42, Palombi Editore 2004 – Roma;
♦ Calvesi, E. Guidoni, S. Lux (a cura di), E42. Utopia e scenario del regime. Urbanistica architettura arte e decorazione, Marsilio Editore 1987 – Venezia;
♦ T. Gregori, A. Tartaro (a cura di), E42. Utopia e scenario del regime. Ideologia e programma per l’«Olimpiade delle civiltà», Marsilio Editore 1987 – Venezia;
♦ EUR, guida degli istituti culturali; Leonardo Arte 1995 – Milano;
♦ E. Valeriani e F. Innamorati, EUR. Quartiere di architetture, De Luca Editori d’Arte 2012 – Roma.