Museo della civiltà romana

AIl Museo della Civiltà Romana ha una fisionomia peculiare nel vasto e articolato panorama dei Musei di Roma. Infatti, il materiale in esso conservato – la cui attuale consistenza è il risultato della combinazione di quanto raccolto in occasione della Mostra Archeologica del 1911, del Museo dell’Impero Romano e della Mostra Augustea della Romanità – si compone in massima parte di riproduzioni: calchi di statue, di busti, di iscrizioni, di rilievi e di parti di edifici a grandezza naturale; plastici che ricostruiscono monumenti e complessi architettonici di Roma e delle provincie dell’impero romano; testimonianze della cosiddetta “cultura materiale” (suppellettili, oggetti di uso domestico, strumenti di lavoro e così via).

Per dare una collocazione stabile alle collezioni, ordinando il tutto in una Mostra della Romanità a carattere permanente, si progettò di costruire un’idonea sede nell’ambito della grandiosa Esposizione Universale di Roma, progettata per il 1942, in occasione del ventennale del Fascismo.
Tuttavia, a causa dell’incalzare degli eventi bellici, le opere edilizie furono interrotte e l’edificio rimase incompiuto.
L’iniziativa fu ripresa negli anni ’50 dal Comune di Roma, grazie al fatto che la FIAT si era assunta l’onere del completamento dell’edificio, oltre al finanziamento del progetto e della prima parte dei lavori.
Nacque così il Museo della Civiltà Romana, con l’inaugurazione di una decina di sale nel 1952 e la completa apertura al pubblico nel 1955.

il sito del museo